Ballata

PASTA , FAGIOLI e …  

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Ci son storie belle  ci son storie brutte

E nelle memorie ci sono un po’ tutte

Memoria vuol dire non dimenticare

Di avere un passato e da lì imparare….

Cento anni fa, quanto tempo è passato,

C’era una bimba col babbo soldato

Il babbo era giovane, bello e forte

Rischiava in trincea ogni giorno la morte

La figlia a casa scriveva ogni giorno

Sperava prestissimo nel suo ritorno

La guerra era brutta, terribile, nera

Sognavano entrambi la Pace più vera

Scriveva la bimba: “Papà, come state?

Fa freddo lassù? E che cosa mangiate?

Scriveva il babbo: “Qui solo patate!

Ma son proprio buone, bollenti e salate!”

E  non erano vero,  tutto era gelato

il cibo era poco per ogni soldato…

Ma il  babbo non vuole che a casa chi aspetta

Sia preoccupato per questa disdetta.

Nel  suo tascapane, due o tre scatolette

Di carne da aprire se si è alle stette

Se dalle cucine il rancio non giunge

E dopo le bombe la fame ti punge

C’è  brodo annacquato  nella sua gavetta

Un tozzo di pane il soldato si aspetta

Invece gli tocca formaggio ammuffito

Per calmare paura e anche appetito

E il vino sul fondo della borraccia

Non basta a scordare la dura vitaccia

Arriva il tenente, gli dà un po’ di grappa

Quel babbo ai ricordi ancora si aggrappa …

“Raccontami bella, scrivi al tuo papà,

Che cosa la mamma vi cucinerà?”

Sperava quell’uomo che a casa i suoi cari

Avessero giorni  un po’ meno amari.

“Nell’orto, papà, ci son zucche gialle,

patate e cavoli e porri e cipolle…

nel loro baccello ci sono i fagioli:

avran da mangiare i tuoi quattro figlioli!

Davanti  al camino, con mano assai lenta,

la mamma  rigira la nostra polenta,

due o tre missultin ci sono avanzati,

di quelli che avevi per noi preparati.

Stai lieto, papà, sulle nostre montagne

Si  perticheranno le dolci castagne!

Faremo un biscotto, lo riceverai

Così  un po’ di festa anche tu farai!”

“Che brava bambina…” e il babbo sognava

La casa, il camino e chi lo aspettava…

Un giorno la guerra sarà terminata,

Ma tanta miseria non va mai scordata:

Quegli anni orribili, quel grande dolore,

La fame, l’angoscia, il freddo nel cuore,

Diventano Ricordi, diventano Memoria

Che scrivono nel tempo la nostra Storia.

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